Consigli per una corretta esposizione al sole per i bambini

Bimbi al sole: sì, ma con cautela!


Intervista alla Dott.ssa Simonetta Cherubini, Direttore del Dipartimento Materno Infantile e Responsabile della SC di Pediatria del Presidio di Busto Arsizio


Redazione web: Estate, tempo di vacanze, di mare o di monti, o comunque di giochi all’aria aperta, quanto di più benefico per la salute del bambino. Quali sono i benefici per i bambini dell’esposizione al sole? Quali possono essere le problematiche di un’errata o prolungata esposizione al sole?

Simonetta Cherubini: è conosciuta l’importanza dell’azione del sole sullo sviluppo osseo del bambino: i raggi ultravioletti di tipo B stimolano le cellule della pelle a produrre una molecola che nel fegato e nel rene viene trasformata in vitamina D, necessaria per la mineralizzazione ossea dell’organismo in crescita.

A fronte dei benefici effetti del sole, esistono i pericoli derivanti da un’esposizione incauta, con effetti nocivi conseguenti e non trascurabili.

Il più frequente è l’eritema solare, un’infiammazione della cute causata da un’esposizione prolungata ai raggi solari, molto frequente, soprattutto nel bambino. Per quale motivo?

Le cellule superficiali della cute producono una sostanza ad azione protettiva dai raggi ultravioletti, la melanina: quest’ultima è presente in quantità ridotte nei primi mesi di vita, aumentando progressivamente nel tempo e con lo sviluppo del bambino.

La mancanza di questa azione protettiva, rende il bambino vulnerabile, tanto più quanto più bassa è l’età; è inoltre da considerare un fattore predisponente e geneticamente determinato, il fototipo, ovvero quella pigmentazione cutanea correlata ad una sensibilità individuale alla luce solare.

Occorre considerare altri fattori che influenzano l’intensità dei raggi solari, quali la latitudine, l’altitudine, l’orario, la ventilazione; occorre sapere che la presenza di nuvole filtra parzialmente i raggi ultravioletti, così anche non bisogna trascurare che il potere riflettente di sabbia, acqua, neve potenziano l’azione dei raggi solari.

Nel bambino, soprattutto nei lattanti, basta un’esposizione di 15 minuti per procurare arrossamento cutaneo, cute calda e “puntini rossi” (ustione di I° grado): i sintomi dell’eritema possono comparire anche dopo qualche ora dall’esposizione, accompagnati da sensazione di bruciore, prurito. A seconda della durata di esposizione al sole, può esserci arrossamento cutaneo più intenso, vescicole e bolle cutanee, secchezza cutanea (ustione di 2° grado).  In alcuni casi, il benessere generale del bambino è compromesso da “sintomi sistemici” quali febbre, nausea, vomito, spossatezza, cefalea, evidenziando uno stato di disidratazione (colpo di calore).

RW: Quali consigli può dare ai genitori per garantire ai bambini un’esposizione al sole sicura?

SC: Ribadendo che tanto più piccolo è il bambino, tanto più bisogna essere attenti, la prevenzione prevede alcuni principali criteri di attenzione che sintetizzo di seguito:

  • evitare l’esposizione al sole nella fascia oraria dalle 10 alle 16;
  •  i lattanti sotto i sei mesi di vita non devono mai essere esposti al sole diretto e comunque vanno sempre protetti con creme ad alta protezione SPF50+. I lattanti più grandicelli non devono essere esposti più di 5-10 minuti per volta, sempre protetti con creme ad alta protezione;
  • i bambini più grandicelli possono iniziare un’esposizione graduale, non prolungata oltre i 15 minuti, soprattutto nei primi giorni di vacanza, sempre protetti da crema ad alta protezione, da riapplicare ogni due ore e dopo ogni bagno. Attenzione alla protezione di labbra e orecchie, molto esposte e sensibili. E’ prudente fare indossare al bambino una maglietta, qualora il gioco si prolunghi;
  • proteggere gli occhi con lenti con filtri UV;
  • proteggere il capo con un cappellino e mantenere la testa sempre bagnata;
  • somministrare da bere acqua ripetutamente;
  • proporre un’alimentazione ricca in frutta e verdura.

RW: Cosa fare invece se compare l’eritema?

SC: Importantissimo è evitare l’esposizione al sole per qualche giorno, mantenere il bambino in ambiente ventilato, utilizzare creme ed emulsioni idratanti per lenire l’irritazione, la doccia deve essere appena tiepida, meglio fresca, evitando l’uso di bagnoschiuma da sostituire con creme detergenti, asciugare la superficie corporea “tamponando” con l’asciugamano al fine di evitare il dolore causato dallo “sfregamento”. È bene inoltre effettuare impacchi freddi con panno inumidito per alleviare il dolore.

In presenza di eritemi molto estesi e/o di vescicole e bolle occorre far visitare il bimbo dello specialista pediatra per valutare la possibilità di ulteriori trattamenti.

RW: Cosa non si deve fare se compare l’eritema?

SC: Da evitare l’esposizione al sole (anche se è nuvoloso, i raggi ultravioletti filtrano ugualmente), non utilizzare olio di oliva sulle scottature in quanto provoca un peggioramento dell’infiammazione cutanea, non rompere vescicole e bolle: viene ritardato il processo di guarigione, con aumento del rischio di sovrinfezione

RW: Cosa fare se compaiono “sintomi sistemici”?

SC: Alla comparsa dei sintomi di malessere generale già descritti (febbre, nausea, vomito, spossatezza, mal di testa), non esitare a consultare lo specialista pediatra.