25 settembre 2020 – Giornata Mondiale del Farmacista

“Trasformare la salute globale” è il tema della Giornata Mondiale del Farmacista che si celebra oggi 25 settembre 2020. La “salute globale” è intesa come stato di benessere bio-psico-sociale e spirituale ed è un diritto umano fondamentale.

Inoltre la pandemia COVID-19 ci ha dimostrato come sia fondamentale ragionare in termini di salute “globale” e ci ha presentato una nuova sfida: fermare la diffusione dell’infezione e garantire che tutti abbiano accesso ai farmaci di cui hanno bisogno. Questa giornata è l’opportunità per conoscere come il farmacista di un’Azienda Sanitaria agisce nella promozione della “salute globale”.

Abbiamo chiesto alla dott.ssa Giovanna Ruffato, Responsabile della  Farmacia Ospedaliera di Integrazione Territoriale, come questo tema della giornata mondiale e anche obiettivo dell’OMS per lo sviluppo sostenibile, si concretizza nel lavoro di tutti i giorni.

G.R.: La Farmacia di cui sono Responsabile è una  “Farmacia Ospedaliera di Integrazione Territoriale”. E’ la Farmacia dell’Ospedale di Gallarate, di Somma Lombardo e dei pazienti che abitano nel territorio della nostra Azienda Sanitaria e che hanno bisogno di una assistenza farmaceutica particolare. Sono questi pazienti con malattie croniche, malattie rare, in nutrizione artificiale, in ossigenoterapia e bambini, pazienti che hanno bisogno di farmaci che non si trovano nelle Farmacie territoriali. La Riforma Sanitaria Lombarda ci ha dato l’opportunità di allargare i nostri orizzonti: abbiamo cominciato a guardare oltre i confini dei nostri ospedali, lavorando per l’ospedale ma anche per il territorio, con una attività per noi nuova ma molto stimolate.

RedazioneWeb: In che modo avete superato i confini dell’Ospedale?

G.R.: “Aprendo al territorio”, “riducendo le distanze”. Da noi si può venire senza appuntamento. Siamo presenti 6 giorni alla settimana. Abbiamo uno sportello dove accogliamo i nostri pazienti per dispensare il farmaco, chiarire dubbi sul suo utilizzo, ma anche per ascoltare. Facciamo counselling: cioè diamo informazioni e consigli orientati ai bisogni che i pazienti ci  espongono. Siamo solo all’inizio di questo percorso che riteniamo essere ancora lungo.

RedazioneWeb: Quali sono i numeri di questa “apertura al territorio”?

G.R.: Con il supporto della nostra infermiera Cristina, nel 2019 abbiamo fornito l’assistenza farmaceutica  a circa 1200 pazienti, e abbiamo contato più di 9000 accessi al nostro sportello. A questi si aggiungono più di 1000 pazienti cui, mensilmente, abbiamo assicurato la consegna domiciliare di ossigeno.

Ci sono poi i nostri bambini. Nel 2019 sono stati circa 50 i bambini che, prima con il supporto della nostra infermiera Carla, e poi la nostra infermiera Antonella, hanno ricevuto  le terapie necessarie, allestite nel nostro laboratorio galenico. Si tratta di sciroppi e cartine di farmaci che l’Industria Farmaceutica non produce perché prive di interesse economico ma indispensabili per il trattamento di patologie cardiache, malattie rare  o nel post trapianto.

Per capire come funziona questa nostra organizzazione rivolta al territorio è possibile consultare il sito web della nostra Azienda, alla voce “Assistenza Farmaceutica” , “Assistenza Farmaceutica Specialistica Territoriale”.

RedazioneWeb: In che modo il Farmacista garantisce l’accesso ai farmaci di cui i pazienti hanno bisogno?

G.R.: Essenzialmente in due modi: collaborando alla definizione dei farmaci che devono essere disponibili in ospedale e quelli che possono essere erogati a domicilio e favorendo l’appropriatezza prescrittiva. Questo vuol dire che collaboriamo con i medici che prescrivono i farmaci  affinchè la scelta terapeutica sia “appropriata”.  Per esempio, che vengano rispettate le indicazioni e le modalità di somministrazione indicate per quel farmaco.

Non ci occupiamo solo di farmaci ma anche di dispositivi medici, categoria molto ampia di prodotti che va dalle siringhe ai pace-maker, per i quali, come per i farmaci, monitoriamo i consumi e nello specifico, partecipiamo alle valutazioni rispetto all’opportunità di acquisto.

RedazioneWeb: In che modo il farmacista contribuisce a un uso corretto dei farmaci?

G.R.: Sicuramente, come ho detto, collaborando con il medico all’appropriatezza prescrittiva, ma anche svolgendo attività formativa presso il personale sanitario, sia tramite corsi di formazione, che in occasione della vigilanza che conduciamo presso i reparti di degenza che presso le sedi territoriali. La vigilanza ha lo scopo di favorire la corretta conservazione dei farmaci e dei dispositivi medici: la conservazione è un aspetto critico, fondamentale ad assicurare la qualità dei farmaci e dei dispositivi medici e quindi la lora efficacia. Un farmaco non correttamente conservato può essere inefficace o anche nocivo, oltre a rappresentare uno spreco di risorse economiche e sappiamo che questo non ce lo possiamo permettere.

RedazioneWeb: Parlando di sicurezza, in che modo è possibile gestire il problema delle reazioni avverse a farmaci?

G.R.: Premesso che l’assunzione del farmaco deve essere effettuata dal paziente sempre seguendo le indicazioni del medico e quelle del farmacista, nonostante questo, il farmaco può produrre reazioni avverse non note o poco note a causa della conoscenza non completa che abbiamo dei farmaci. Per ampliare la conoscenza è necessario pertanto segnalare, tramite farmacovigilanza,  tutte le reazioni avverse. Come Farmacia sensibilizziamo il personale sanitario alla segnalazione, raccogliamo le segnalazioni rilevate negli ospedaliero della nostra Azienda Sanitaria e orientiamo ai corretti destinatari, quelle rilevate nell’area territoriale. Per cui cogliamo questa occasione per invitare alla segnalazioni delle reazioni avverse sia i sanitari che i pazienti domiciliari: più attenzione poniamo nell’uso dei farmaci, meglio definiamo il loro profilo di sicurezza.

RedazioneWeb: Farmacista e innovazione: cosa ci può dire in merito?

G.R.: L’innovazione è risultato di una attività di ricerca e la ricerca clinica è il futuro della medicina. Fare ricerca vuol dire fare sperimentazione clinica. Solo la sperimentazione clinica permette di conoscere la reale efficacia dei farmaci che usiamo ma anche delle tecnologie che l’innovazione ci mette a disposizione.

Nei nostri ospedali si fa sperimentazione clinica con farmaci neurologici, cardiologici, oncologici ma anche in ambito COVID 19. La sperimentazione avviene sotto la tutela etica del Comitato Etico dell’Insubria che vigila affinchè venga condotta nel rispetto delle regole internazionali e che abbia sempre al centro i bisogni dei pazienti. Il Farmacista è componente del Comitato Etico e contribuisce con le sue competenze alle decisioni del Comitato.

RedazioneWeb: Per concludere, cosa ha voluto dire per voi Farmacisti lavorare in tempi di COVID 19?

G.R.: La pandemia ha messo a dura prova tutto il Servizio Sanitario, compresa la nostra organizzazione.  Abbiamo dovuto trovare le risorse necessarie ad affrontare una emergenza nuova, ad oggi sconosciuta anche se già elencata nelle sfide che l’organizzazione mondiale della sanità ha previsto per il decennio 2020-2030.

Abbiamo dovuto trovare le risposte a nuovi bisogni anche per supportare con adeguate forniture di farmaci e materiali sanitari i nostri colleghi medici e infermieri. Abbiamo dovuto attrezzarci e lo abbiamo fatto come, d’altronde, ha dovuto fare chi ha vissuto questa esperienza.

E per quanto riguarda il territorio, ci siamo scoperti “facilitatori di percorsi”: abbiamo favorito la consegna a domicilio di farmaci indispensabili per la vita del paziente, consegnato farmaci a pazienti in trattamento presso altri ospedali, al fine di evitare spostamenti evitabili e, non ultimo, andare noi stessi, grazie alla collaborazione degli autisti aziendali, a prendere farmaci salvavita presso l’ospedale di Bergamo, per risparmiare ai genitori di un bimbo trapiantato l’accesso ad un area, in quel momento particolarmente critica.

RedazioneWeb: Grazie dottoressa Ruffato e Buona Giornata Mondiale del Farmcista anche alle Sue Colleghe!