Ultima modifica: 10 Luglio 2026
A distanza di pochi mesi ASST Valle Olona si è resa protagonista di una seconda “prima volta”.
Nei primi giorni di luglio è stato infatti portato a termine con successo il primo percorso di donazione a cuore fermo “controllato” (cDCD), esitato favorevolmente con il prelievo di fegato e cornee. Il processo, frutto di un lavoro altamente interdisciplinare e sinergico tra équipes interne ed esterne all’azienda, è stato particolarmente impegnativo soprattutto per via della necessità di coordinare, oltre all’intervento dell’équipe chirurgica di prelievo di Niguarda, anche un team ECMO mobile proveniente dall’Ospedale di Varese coinvolto di necessità data l’assenza in ASST di cardiochirurgia.
É fondamentale ricordare che nessun percorso donativo, e tra questi anche il cDCD che consente di ampliare ulteriormente le opportunità di donazione e trapianto offrendo nuove possibilità ai pazienti in lista d’attesa, sarebbe tuttavia percorribile senza “Il gesto” di grande generosità del donatore e della sua famiglia che, acconsentendo alla donazione, regalano “nuova speranza di vita”.
Un grande lavoro di squadra nel rispetto di un grande gesto di generosità
Nonostante tutti gli sforzi immediatamente compiuti dagli specialisti della Terapia Intensiva per trattare le gravi sequele neurologiche occorse in una paziente di 81 anni ricoverata a seguito di un arresto cardiaco improvviso, per la stessa si è purtroppo rivelata ineluttabile l’evoluzione clinica verso la prognosi infausta.
Tale circostanza ha pertanto condotto l’équipe curante alla decisione collegiale di limitare i trattamenti intensivi, dimostratisi non più utili per l’assistito. Prima della sospensione dei suddetti trattamenti tuttavia, proprio a fronte di una manifestazione favorevole alla donazione di organi e tessuti rilasciata in vita dalla paziente, è stato possibile avviare in proposito un percorso donativo; l’équipe curante, supportata e guidata dal Coordinamento aziendale per il prelievo d’organi (COP), ha pertanto condiviso tale possibilità con la famiglia che, nonostante il momento di forte dolore, si è rivelata fortemente motivata a sostenere la volontà manifestata del proprio congiunto.
E’ così che, grazie ad uno stretto lavoro di squadra che ha visto avvicendarsi e impegnarsi per più giorni tante professionalità, una volta stabilita l’idoneità alla donazione, è stato quindi possibile organizzare, a guida del COP sostenuto dal solido supporto del Coordinamento Regionale per il Procurement (CRP) e della S.C. Trapianti Lombardia-NITp, l’intervento dell’ECMO team mobile dell’Ospedale di Varese; il team altamente specializzato, lavorando in ottima sinergia con tutta l’équipe del blocco operatorio del presidio, ha quindi permesso in ultima istanza l’intervento di prelievo del fegato all’équipe della chirurgia dei trapianti dell’ospedale di Niguarda.
Questo risultato, oltre a derivare da un lungo lavoro di elaborazione di procedure, di condivisione e formazione, è la dimostrazione concreta che l’eccellenza nel campo della donazione può essere raggiunta in modo efficiente anche in realtà ospedaliere più piccole grazie a un solido Coordinamento Ospedaliero della donazione, in grado di organizzare e presidiare percorsi complessi, e alla qualità delle professionalità coinvolte.























