La Direzione strategica: frutto di uno straordinario lavoro di squadra. Il grazie per il gesto di amore e generosità del donatore e della sua famiglia. I polmoni trapiantati con successo al Policlinico di Milano.
Nel Presidio Ospedaliero di Busto Arsizio è stato effettuato il primo prelievo di polmoni e multi-tessuto da donatore a cuore fermo non controllato e, per l’ASST Valle Olona, si tratta in assoluto del primo percorso di donazione appartenente a questa categoria. Donazioni di questo tipo (poco frequenti, ndr) risultano spesso di non facile attivazione e conduzione per via delle tempistiche operative molto strette e dell’estrema tempestività organizzativa di cui necessitano.
Una corsa contro il tempo per regalare “nuova vita”
Il “donatore” è stato colpito da un gravissimo malore al proprio domicilio: nonostante tutte le immediate manovre avanzate di rianimazione messe in atto dai sanitari sul luogo dell’evento, è poi purtroppo deceduto in pronto soccorso. Accertata la morte del paziente i sanitari hanno attivato, come previsto in questi casi, tutte le procedure per un potenziale percorso donativo.
Dopo aver consultato il Sistema Informativo Trapianti (SIT) del Ministero della Salute e aver rinvenuto una manifestazione favorevole alla donazione degli organi dopo la morte, rilasciata in vita proprio dal paziente stesso, è partita una vera e propria corsa contro il tempo. Infatti, dal momento del decesso al prelievo in sala operatoria non possono passare più di 240 minuti. Il percorso di donazione ha visto avvicendarsi numerose professionalità a partire dagli anestesisti rianimatori che, immediatamente allertati e coinvolti dapprima in pronto soccorso prima e poi in sala operatoria, hanno garantito la puntuale conduzione di un’attività estremamente impegnativa sia dal punto di vista clinico che organizzativo.
Il team di tutti i sanitari e tecnici, guidati dai responsabili del Coordinamento Ospedaliero di Procurement (COP), in stretta collaborazione con il Coordinamento Regionale di Procurement, ha condotto un eccellente lavoro di squadra che, dopo l’esecuzione di una serie di valutazioni cliniche e l’ottimale preservazione della funzionalità d’organo, ha infine permesso all’équipe della chirurgia toracica del Policlinico di Milano, giunta in ASST, di portare a compimento il prelievo dell’organo.
Il percorso di donazione ha preso avvio in Pronto Soccorso, dove la capacità di riconoscere tempestivamente il potenziale donatore e di attivare in modo appropriato il percorso ha rappresentato un passaggio cruciale. In questo contesto, il contributo dei medici dell’emergenza e degli anestesisti rianimatori è stato determinante nel garantire continuità, rapidità decisionale e coerenza clinico-organizzativa lungo tutte le fasi del processo, dal primo inquadramento fino alla sala operatoria. La piena integrazione tra Pronto Soccorso, Anestesia e Rianimazione e Coordinamento Trapianti ha consentito di affrontare un percorso ad elevata complessità, confermando il valore di un modello organizzativo fondato sulla collaborazione strutturata tra professionisti e sulla capacità di operare in modo coordinato anche in condizioni tempo-dipendenti.
In sequenza è stato svolto anche il prelievo dei tessuti grazie al supporto delle équipe regionali di riferimento; il rispetto della volontà di questo giovane donatore, insieme alla generosità dell’intera famiglia, ha così permesso di regalare la speranza di una nuova vita ad un ricevente di polmoni e consentirà di migliorarne la qualità a diversi assistiti grazie agli innesti che verranno eseguiti con i tessuti conservati nelle banche.
La realizzazione di questo percorso dimostra che l’eccellenza nel campo della donazione può essere raggiunta in modo efficiente anche in realtà ospedaliere più piccole, grazie ad un Coordinamento Ospedaliero della donazione in grado di organizzare e presidiare percorsi complessi e alla professionalità di tutti i sanitari coinvolti. Tutto ciò è stato possibile dopo un lungo lavoro di elaborazione della procedura, di condivisione e formazione, attuata anche mediante simulazioni sul campo.
“Ma ci insegna anche – sottolinea il Direttore Generale Daniela Bianchi – che si può trasformare una perdita in continuità, il dolore in speranza, la fine in un nuovo inizio. Rinnovo il mio sincero grazie al donatore e alla famiglia: perché in un momento di grandissimo dolore ha scelto di donare, ha scelto di essere un esempio di altruismo e amore”.























