25 settembre – Giornata mondiale del Farmacista

 

RedazioneWeb: dott. Lusuriello, quali sono le principali attivitĂ  del farmacista ospedaliero?

Dott. Lusuriello: il farmacista ospedaliero è un professionista sanitario coinvolto in numerose attività: assicura l’approvvigionamento, distribuzione e conservazione in sicurezza dei farmaci e dispositivi medici in tutte le Unità Operative/Servizi, garantendo l’assistenza terapeutica ai pazienti ricoverati in termini di appropriatezza e facendo fronte a situazioni di carenza che spingono ad attingere anche al mercato estero.

 

 

Accanto a questa attivitĂ , si articolano aree piĂą specialistiche e forse meno conosciute, quali:

  • allestimento di farmaci onco-ematologici per pazienti ricoverati e afferenti al day-hospital (terapie orali ed endovenose); la Farmacia di Busto Arsizio è dotata di un Laboratorio UnitĂ  Farmaci Antiblastici (UFA) certificato, dove vengono allestite le preparazioni onco-ematologiche per i pazienti afferenti ai Presidi di Busto Arsizio, Gallarate, Saronno e Somma Lombardo, per un totale di oltre 20.000 terapie endovenose/anno. In questo video vi mostriamo in cosa consiste l’attivitĂ  del laboratorio.
  • allestimento di preparazioni galeniche magistrali;
  • gestione dei mezzi di contrasto e radiofarmaci;
  • partecipazione a commissione per il controllo delle infezioni ospedaliere;
  • gestione di terapie domiciliari per pazienti cronici: HIV, malattie autoimmuni, dialis, etc.
  • gestione di dispositivi medici: dai piĂą conosciuti fili di sutura a protesi ortopediche, pacemaker defibrillatori impiantabili, etc.
  • gestione delle sperimentazioni cliniche e partecipazione al Comitato Etico;
  • collaborazione con gruppi multidisciplinari nell’ambito della nutrizione artificiale (enterale e parenterale)

 

RedazioneWeb: quanti farmacisti lavorano con Lei?

Dott. Lusuriello: fanno parte della Struttura altre 6 farmaciste: la dr.ssa Elisa Albini, la dr.ssa Alice Ballerio, la dr.ssa Giovanna Mainardi, la dr.ssa Graziella Laganà, la dr.ssa Elisabetta Rossin, Responsabile SS UFA e Laboratorio Galenico, e la dr.ssa Alessandra Volontè.

 

RedazioneWeb: come è cambiato il ruolo del farmacista ospedaliero con l’avvento del covid?

Dott. Lusuriello: il 21 febbraio 2020 è stata convocata la prima Unità di Crisi in Regione Lombardia e da quel giorno l’attività del farmacista ospedaliero è stata stravolta. La prima criticità che abbiamo dovuto affrontare è stato quello della disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (DPI) per gli operatori sanitari, trovandoci nell’impossibilità di fare acquisti in autonomia in quanto materiale contingentato dalla struttura commissariale. Da quel giorno sono iniziati i nostri contatti quotidiani con la sopra citata struttura che hanno permesso, seppur con non poche difficoltà e con una continua frequenza di contatti, di far fronte all’evoluzione della pandemia e alle sempre maggiori necessità di proteggere gli operatori e tutti i lavoratori della ASST Valle Olona.

L’Ospedale cambiava giorno dopo giorno, i Reparti Covid venivano aperti e la tipologia di pazienti ricoverati era mutata, così come le esigenze terapeutiche e assistenziali. Abbiamo dovuto fronteggiare la difficoltà di procurarci quantitativi sempre maggiori di farmaci per la sedazione, antibiotici, dispositivi medici per la ventilazione assistita (CPAP) ma anche presidi che potessero facilitare l’attività degli operatori sanitari (ad es. prodotti per l’igiene al letto dei pazienti, dispositivi per la pronazione), per non parlare delle quantità importanti di antisettici e disinfettanti in una situazione di carenza comune su tutto il territorio nazionale.

Questa attività era accompagnata da una continua formazione degli operatori sanitari sull’uso dei dispositivi di protezione individuale, sulle procedure di disinfezione, sulle tecniche di isolamento dei pazienti, mentre il resto dell’attività non poteva comunque fermarsi.

 

RedazioneWeb: qual è il ruolo del farmacista ospedaliero nella gestione della campagna vaccinale?

Dott. Lusuriello: la Farmacia di Busto Arsizio è stata riconosciuta come HUB da Regione Lombardia e uno dei problemi che ci siamo trovati ad affrontare, prima dell’avvio della campagna vaccinale, è stato l’approvvigionamento del congelatore a -80°C, provvisto di sistemi di monitoraggio continuo della temperatura e sistema di allarme, per la conservazione del primo vaccino a quel tempo disponibile (Pfizer).

In data 28 dicembre 2020 è arrivata la prima fornitura di Pfizer e come farmacisti ci siamo subito occupati di controllare la qualità e l’idoneità della temperatura di conservazione, verificando il mantenimento della catena del freddo durante il trasporto. Oltre alla corretta conservazione dei vaccini, ci siamo anche occupati di formare il personale vaccinatore in merito alle modalità di allestimento e somministrazione dei vaccini in sicurezza, che con l’introduzione di Moderna, AstraZeneca e Johnson& Johnson sono diventate sempre più complesse.

La prima settimana di gennaio 2021 si è aperta la campagna vaccinale e il farmacista ospedaliero ha lavorato in un team multidisciplinare per organizzare le attività in funzione dei quantitativi ricevuti da Regione Lombardia in collaborazione con la Struttura Commissariale per l’emergenza Covid e quotidianamente, sabato e domenica compresi, veniva verificata la giacenza dei vaccini disponibili rispetto alle prenotazioni ricevute al fine di garantire le dosi necessarie.

La campagna vaccinale ha fatto emergere l’importanza della collaborazione del farmacista ospedaliero con tutto il personale sanitario direttamente coinvolto, creando una rete di professionisti con l’obiettivo comune di efficientare l’intera organizzazione, per garantire la miglior cura al paziente.