APRILE 2022: “mese della Prevenzione Alcologica”

Otto milioni e 700mila i consumatori a rischio, oltre 64.500 le persone alcoldipendenti prese in carico dai servizi alcologici, circa 3.700 gli incidenti stradali con almeno uno dei conducenti dei veicoli coinvolti in stato di ebbrezza, 43.500 i ricoveri ospedalieri per cause alcol correlate.

Questi sono tra i dati più rilevanti contenuti nella Relazione al Parlamento 2021 in materia di alcol e problemi correlati, presentata nel corso della Seconda Conferenza Nazionale Alcol, tenutasi a Roma dal 15 al 17 marzo (clicca qui per il materiale)

Nel nostro Paese si conferma la tendenza degli ultimi anni di un aumento del consumo di alcol occasionale e del consumo di bevande alcoliche fuori pasto in tutte le fasce di età.

Questo incremento nell’assunzione di alcol si riflette anche nella prevalenza dei soggetti individuabili come “consumatori a rischio”: circa 800.000 minorenni e 2.500.000 ultra sessantacinquenni, sono a rischio per problematiche alcol-correlate.

Di particolare “allarme” è la tendenza negli ultimi dieci anni, di un incremento della quota di donne consumatrici, che passano dal 38,8% al 45,3% per il consumo occasionale e quasi raddoppiano, per il consumo fuori dai pasti, passando dal 14,2% al 22,4%.

Tra i comportamenti maggiormente a rischio nel consumo di bevande alcoliche il fenomeno del binge drinking (assunzione di numerose unità alcoliche al di fuori dei pasti e in un breve arco di tempo) rappresenta tra i giovani l’abitudine più diffusa e consolidata, raggiungendo i valori massimi tra i 18-24enni.

Nel 2020 ha riguardato il 18,4% dei giovani tra i 18 ed i 24 anni di età, con un riscontro statisticamente superiore nel sesso femminile nelle minorenni, nelle fasce di età 11-15 (10,5%) e 16-17 anni (40,5%).

Sono stati 3.300 gli accessi in pronto soccorso di minori con intossicazione acuta da alcol, dei complessivi 29.362 registrati per tutte le fasce di età, nel 2020 in Italia.

Si conferma dalla relazione al Parlamento, la tendenza già registrata sempre negli ultimi dieci anni, di una progressiva riduzione della quota di consumatori che assumono o solo vino o solo birra, soprattutto fra i più giovani e le donne, mentre aumenta la quota di chi consuma, oltre a vino e birra, anche aperitivi, amari e superalcolici, specialmente tra le donne di 45 anni e più.

Dal 2001 in Italia il mese di aprile è il mese della “Prevenzione Alcologica”.

La pandemia da COVID 19, in atto ormai da oltre due anni, ha certamente aumentato il sommerso dei “consumatori dannosi” di bevande alcoliche e parimenti diminuito sia l’attenzione che la prevenzione, verso le problematiche alcologiche.

La SSD SERT del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze nell’anno 2020 ha preso in carico complessivamente 591 soggetti con problematiche di alcoldipendenza, di cui 108 si sono rivolti per la prima volta ai Servizi.

Coloro che ritengono di avere problematiche verso l’assunzione delle bevande alcoliche o famigliari preoccupati per le condizioni di salute dei propri cari possono venire di persona preferibilmente tramite un primo contatto telefonico o mandando una mail per ottenere informazioni o concordare un primo colloquio: