PREVENZIONE DEGLI ATTI DI VIOLENZA NEI CONFRONTI DEGLI OPERATORI SANITARI E SOCIO-SANITARI

Il fenomeno della “violenza sul lavoro derivante da terzi” è in costante aumento e il comparto sanitario è uno dei settori maggiormente coinvolto.

L’ OMS definisce violenza “l’utilizzo intenzionale della forza fisica o del potere, minacciato o reale, contro un’altra persona, o contro un gruppo o una comunità, che determini o che abbia un elevato grado di probabilità di determinare lesioni, morte, danno psicologico, cattivo sviluppo o privazione”.

Il National Institute of Occupational Safety and Health – USA (NIOSH) definisce la violenza sul luogo di lavoro: “Ogni aggressione, comportamento minaccioso, abuso verbale o fisico che si verifica sul posto di lavoro”.

Solitamente i fenomeni di aggressività sul lavoro risaltano solo quando si concretizzano in azioni di particolare gravità, mentre passano in secondo piano comportamenti dall’impatto immediato più contenuto, ma importanti per gli effetti di medio lungo periodo sia per l’individuo che per l’organizzazione, che si sostanziano nel tono della voce, nella gestualità, nelle minacce implicite o nel sarcasmo e che possono rappresentare l’anticamera di fenomeni più gravi.

Il comportamento violento avviene spesso secondo una progressione che, partendo dall’uso di espressioni verbali aggressive, arriva fino a gesti estremi. La conoscenza di tale progressione, rappresentata nella figura sottostante, può consentire al personale di prendere coscienza di quanto sta accadendo ed interrompere quindi il corso degli eventi.

 

Chiunque sia vittima di un episodio di violenza verbale o fisica deve mantenere una condotta che favorisca la de-escalation del comportamento aggressivo.

Regione Lombardia nel Sub-Allegato C “Atti di violenza a danno degli operatori sanitari in ambito ospedaliero: metodologia di analisi e gestione del rischio” della Delibera N. XI-1986 del 23 Luglio 2019 individua gli interventi da adottare per la gestione dei comportamenti violenti dell’utenza che possano causare un danno agli operatori e che determinano una escalation del comportamento violento:

Secondo la Raccomandazione N. 8 del Ministero della Salute “Prevenzione degli atti di violenza a carico degli Operatori Sanitari” le aree nelle quali gli eventi di violenza si verificano più frequentemente sono:

  • Servizi di Emergenza-Urgenza
  • Strutture Psichiatriche Ospedaliere e Territoriali
  • Luoghi di attesa
  • Servizi di geriatria
  • Servizi di ContinuitĂ  Assistenziale

Tuttavia il rischio di subire aggressioni è presente in tutte le UU.OO. e Servizi alla persona anche se in misura variabile.

All’interno della ASST Valle Olona la gestione delle aggressioni avviene tramite la procedura PG39 “Prevenzione, gestione segnalazione atti di violenza a danno degli Operatori Sanitari”, finalizzata alla raccolta strutturata delle segnalazioni di tali eventi per favorirne l’analisi e l’individuazione delle misure migliorative atte a prevenire e ridurre gli eventi di aggressione.

Per info: servizioprevenzione@asst-valleolona.it

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Per maggiori approfondimenti è possibile consultare i seguenti riferimenti:

  • Raccomandazione n. 8 del 2007- Ministero della Salute “Prevenzione degli atti di violenza a carico degli Operatori Sanitari”
  • Delibera N. XI-1986 del 23 luglio 2019 “Ulteriori determinazioni in ordine alla gestione del servizio sanitario e sociosanitario regionale per l’esercizio 2019 – secondo provvedimento 2019 (di concerto con l’Assessore Caparini)