Millecinquecento pazienti seguite, oltre duecento interventi chirurgici e un nuovo ambulatorio per le donne ad alto rischio genetico: il bilancio di una rete multidisciplinare che mette la persona al centro.
Non solo chirurgia, chemioterapia o radioterapia. Dietro la cura di un tumore al seno c’è un mondo fatto di ascolto, coordinamento e attenzione alla persona nella sua interezza. È questo il principio che guida la Breast Unit dell’ASST Valle Olona, la rete multidisciplinare dedicata alla prevenzione, alla diagnosi e al trattamento del carcinoma mammario nei presidi di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno.
«Il nostro obiettivo è fornire una cura che sia il più possibile mirata e completa, utilizzando tecnologie all’avanguardia per la diagnosi precoce e il trattamento», spiega la dottoressa Paola Valeria Ceriani, responsabile della Breast Unit. «Ma soprattutto vogliamo considerare la persona a 360 gradi: non solo dal punto di vista organico, ma anche psicologico e sociale».
I numeri del 2025 parlano chiaro: circa 1.500 pazienti sono state seguite in follow-up oncologico e sono stati effettuati più di 200 interventi chirurgici per neoplasia mammaria. A partire da giugno, l’attività chirurgica è stata accorpata presso il presidio di Busto Arsizio, dove all’interno dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale sono stati predisposti quattro posti letto dedicati.
Una squadra di specialisti per ogni paziente: il cuore della Breast Unit è il suo team multidisciplinare composto da chirurghi, radiologi, oncologi, anatomopatologi, radioterapisti, medici nucleari, psicologi, fisiatri, fisioterapisti, chirurghi plastici, genetisti e ginecologi. Ogni paziente viene presa in carico in modo individuale e accompagnata lungo tutte le fasi del percorso, dalla diagnosi alla riabilitazione, fino al follow-up per i cinque anni successivi all’intervento.
Tra gli strumenti a disposizione per la diagnosi radiologica figurano la mammografia con tomosintesi per studio volumetrico a completamento in immediato o in ogni caso che lo richieda, l’ecografia con apparecchio dedicato dotato di color doppler ed elastosonografia, approfondimenti citologici ed istologici ecoguidati di linfoadenopatie e dei noduli sospetti o meritevoli di prudenziale biopsia anche se benigni, approfondimento istologico stereotassico delle microcalcificazioni e delle distorsioni anche con l’ausilio di tomobiopsy. la risonanza magnetica.
Un capitolo importante riguarda le donne portatrici di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, associate a un rischio significativamente più elevato di sviluppare carcinoma mammario e ovarico. “Queste pazienti necessitano di controlli clinici e radiologici più ravvicinati, ogni sei mesi”, spiega la responsabile, “Senza il supporto dei colleghi radiologi si potrebbe fare ben poco”.
Proprio per offrire un percorso strutturato e continuativo a queste donne, nel mese di aprile verrà inaugurato un ambulatorio dedicato alle pazienti ad alto rischio genetico, in collaborazione con i colleghi ginecologi, “Le donne con mutazioni BRCA sono maggiormente a rischio anche per i tumori delle tube e delle ovaie”, precisa la dr.ssa Ceriani, “Per questo la sinergia con i ginecologi è fondamentale”.
Il tumore della mammella resta il più diffuso in Italia, con circa 56.000 nuovi casi all’anno. Ma i dati sulla sopravvivenza sono incoraggianti: oggi si raggiunge una percentuale pari al 90%, grazie alla diagnosi precoce, al miglioramento delle cure e al coinvolgimento dei professionisti in équipe multidisciplinari.
“È documentato che dove c’è un team multidisciplinare che prende in carico una paziente, la percentuale di sopravvivenza aumenta in modo esponenziale”, conclude la dottoressa Ceriani, “In ASST Valle Olona abbiamo uniformato i percorsi diagnostici e terapeutici proprio per raggiungere questo obiettivo: ottimizzare al massimo le cure, mettendo sempre la donna al centro”.























