Ultima modifica: 07 Luglio 2026
I bambini, soprattutto sotto i 2 anni di età, sono considerati più suscettibili di altri al colpo di calore a causa di:
- ridotta superficie corporea e il ridotto strato sottocutaneo (che ha un’azione simile a un isolante) che rendono difficile la dispersione del calore e il normale meccanismo di termoregolazione
- minore capacità, rispetto all’adulto, di riconoscere i segnali di allarmi di un colpo di calore.
La semplice idratazione con acqua naturale, data con regolarità e a temperatura ambiente, è la fonte vera e propria di idratazione nei bambini. Genitori/educatori/nonni/babysitter dovrebbero semplicemente seguire le raccomandazioni di stare attenti ai segnali di sete fame e sazietà seguendo il concetto del responsive feeding (nutrire il bambino seguendo i segnali del bambino). Tranquillità o irrequietezza divengono anch’essi segnali importanti da considerare, soprattutto nei bambini più piccoli con cui è più difficile comunicare.
Sintomi maggiormente evidenti nei bambini
- Febbre
- Cute secca e mucose aride (segni di disidratazione
- Riduzione della diuresi
- Aumento temperatura corporea
- Alterazione ritmo sonno/veglia (il bambino, soprattutto piccolo, alterna momenti di agitazione/irritabilità con momenti di sonnolenza
- Riduzione della fame
- Pallore
- Iper-sudorazione
- Sete intensa
- Nausea/vomito
Cosa fare se si sospetta un colpo di calore?
Quando si manifestano i sintomi da colpo di calore è importante rivolgersi al proprio pediatra o al Pronto Soccorso, soprattutto quando i bambini sono molto piccoli. La prima azione da fare in caso di sospetto colpo di calore è rinfrescare il bambino e spostarlo in un luogo fresco, farlo sdraiare e alzargli i piedi. Fargli assumere acqua a temperatura ambiente a piccoli sorsi e rinfrescare la pelle con un impacco freddo o un asciugamano bagnato. Se il bambino non migliora e presenta uno stato confusionale o di incoscienza è necessario recarsi al Pronto Soccorso.
Consigli per prevenire il colpo di calore nei bambini
- Evitare di farlo uscire e di fargli praticare attività fisica o sportiva nelle ore più calde (dalle 11 alle 17)
- Esporre il bambino con prudenza e solo dopo l’anno di vita al sole diretto, mai negli orari più a rischio, e utilizzare sempre creme solari ad alta protezione. I raggi solari sono molto utili perché favoriscono la produzione di vitamina D, ma l’esposizione deve essere graduale. Un’esposizione al sole non protetta può causare eritemi solari o ustioni, e creare danni irreversibili alla pelle.
- Aumentare la ventilazione dell’ambiente utilizzando un ventilatore o un condizionatore (temperatura ambientale di 23-24°). Non passare continuamente da ambienti più caldi a quelli più freddi per evitare continui sbalzi termici.
- Controllare l’umidità dell’ambiente con un deumidificatore
- Far indossare al bambino indumenti leggeri, preferibilmente di lino o cotone, per facilitare la traspirazione ed evitare di coprirlo troppo.
- Vestire il bambino con colori chiari che respingono i raggi solari e far indossare un cappello a tesa larga e occhiali da sole
- Bagnare spesso la testa e rinfrescare tutto il corpo con una doccia o con un bagno
- Far bere al bambino molta acqua, offrendogliela più volte al giorno, per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione
- Privilegiare una dieta ricca di frutta e verdura fresche e ridurre gli alimenti grassi, proteici e ricchi di sale. Frutta e verdura apportano acqua e sali minerali in quantità opportuna senza aumentare il carico renale di sali, ma rispondendo alle maggiori richieste associate al caldo ed agli sforzi fisici all’aria aperta, sia in montagna sia in spiaggia al mare.
- Non lasciare mai i bambini, anche per breve periodo, in un’automobile parcheggiata al sole






















