Innovazione nella partoanalgesia epidurale: più continuità nel controllo del dolore e maggiore autonomia per le donne

Ultima modifica: 13 Ottobre 2026

Dal 28 settembre al Punto Nascita dell’Ospedale di Busto Arsizio è attivo un nuovo sistema di partoanalgesia epidurale che garantisce un migliore controllo nel tempo del dolore, consentendo alle donne di richiedere autonomamente dosi aggiuntive di anestetico, in totale sicurezza.

Macchinario usato per partoanalgesia

Meno dolore e maggiore autonomia per le donne durante il travaglio. È questo l’obiettivo della nuova gestione della partoanalgesia epidurale introdotta dal 28 settembre al Punto Nascita dell’Ospedale di Busto Arsizio.

La novità riguarda l’utilizzo delle pompe CADD-Solis, che somministrano automaticamente dosi programmate di anestetico attraverso la tecnica dei boli epidurali intermittenti programmati (PIEB). La partoriente può inoltre richiedere una dose supplementare, entro i limiti di sicurezza stabiliti dal protocollo, senza dover attendere il ritorno del dolore e l’intervento dell’anestesista.

“Con questo sistema superiamo un modello che richiedeva interventi manuali ripetuti. La nuova tecnologia permette di mantenere un’analgesia più stabile e di dare alla donna un ruolo più attivo nella gestione del dolore, sempre sotto la supervisione dell’équipe sanitaria», spiega il Dr. Daniel Covello, Direttore del Dipartimento di Emergenza Urgenza di ASST Valle Olona.

La tecnica, supportata dalla letteratura scientifica internazionale, può contribuire a ridurre gli episodi di dolore e le richieste di intervento per dosi aggiuntive, migliorando l’esperienza della partoriente.

Un vantaggio anche per l’organizzazione del servizio. Riducendo la necessità di interventi ripetuti per il rinforzo dell’analgesia, il sistema consente all’anestesista di gestire meglio il proprio tempo, senza rinunciare al monitoraggio e alla responsabilità clinica.

Le pompe sono inoltre dotate di parametri protetti da codice e registrano ogni somministrazione, assicurando maggiore sicurezza e completa tracciabilità del trattamento.

L’introduzione del nuovo sistema è stata accompagnata dalla definizione di un protocollo operativo e dalla formazione del personale. “Ho affidato la realizzazione del progetto alla collega Dr.ssa Marianna Leonardi, che ha curato il protocollo e la formazione di anestesisti e ostetriche, permettendo di introdurre rapidamente la nuova modalità di gestione”, sottolinea Covello. “Ringrazio anche il Dr. Giacomo Colombo, Direttore della Struttura Complessa di Ostetricia e Ginecologia, e la Dott.ssa Martina Bianchi, Coordinatrice Ostetrica, per aver condiviso e sostenuto il progetto insieme a tutto il team”.

I risultati saranno monitorati, con particolare attenzione alla qualità percepita dalle pazienti. “Vogliamo offrire un’assistenza sempre più attenta ai bisogni delle donne. Crediamo che questa innovazione possa rappresentare un valore aggiunto per il nostro Punto Nascita e per le famiglie del territorio”, conclude Covello.

Nei primi sei mesi del 2026, all’Ospedale di Busto Arsizio sono stati registrati 387 parti. Nell’84% dei casi il travaglio è stato spontaneo o indotto; tra questi, il 57% delle donne ha ricevuto l’epidurale. La quota è stata del 55% tra le donne al primo figlio e del 45% tra quelle al secondo figlio o più