Ultima modifica: 08 Maggio 2026
Nella Struttura Complessa di Medicina Nucleare del presidio bustocco, diretta dal Dr. Paolo Verga, è operativo del 13 ottobre 2025 un nuovo tomografo PET-TC.
Le caratteristiche tecniche di questa nuova apparecchiatura, rispetto alla precedente, hanno consentito di migliorare del 60% la risoluzione volumetrica delle immagini risultando – al contempo – più veloce del 50% nell’esecuzione dell’esame; il tutto con una riduzione della dose al paziente di circa il 30%.
Ad oggi sono stati eseguiti oltre 1300 esami in campo oncologico, onco-ematologico, urologico e neurologico con piena soddisfazione di operatori e pazienti.
“L’acquisizione della PET-TC ha consentito alla Medicina Nucleare di garantire prestazioni ancora più performanti, migliorando la produttività e garantendo elevati standard sia di qualità che di sicurezza”, queste le parole del Direttore Generale, Daniela Bianchi.
“Il macchinario di ultimissima generazione, che risponde appieno agli indirizzi regionali di ammodernamento tecnologico, è stato acquistato grazie a risorse regionali (poco meno di 2 milioni di euro”, prosegue il Direttore Sanitario, Francesca Crespi, “un contributo ben indirizzato, se si pensa che la combinazione della tomografia con TC di ultima generazione consente di raggiungere un quadro clinico completo, con informazioni precise sulla natura, lo stadio e l’evoluzione della malattia. Durante e dopo i trattamenti”.
“La Medicina Nucleare di precisione è uno dei tasselli più importanti nella lotta contro il cancro, così come lo è l’utilizzo di strumenti di ultima generazione; combinare macchinari all’avanguardia con nuovi approcci alla cura dei tumori – come la teranostica – ci consente di offrire opportunità di cura anche per quelle neoplasie che sono ancora considerate big killer”, conclude il Dr. Paolo Verga “Il nuovo tomografo PET/TC permette di ottenere immagini ad altissima risoluzione che risultano in diagnosi più precoci, accurate e tempestive; grazie ai tempi ridotti per effettuare l’esame e ad una minore dose di radiofarmaco somministrato, si riducono notevolmente anche i disagi per i nostri pazienti, soprattutto per quelli più fragili”.























