Acquisizione nuovo acceleratore ed accessori presso la Radioterapia dell’ASST Valle Olona

 

Abbiamo chiesto alla Dott.ssa Rita Lorusso, Specialista in Fisica Medica ed Esperta di Radioprotezione di 3°grado in staff alla S.C. Fisica Sanitaria di spiegarci tecnicamente quali sono le caratteristiche del nuovo acceleratore ed i vantaggi per le cure e di conseguenza per i pazienti.

Nelle strutture ospedaliere tecnologicamente avanzate, l’evoluzione va di pari passo con la specializzazione degli esperti che ogni giorno si occupano di diagnosi e cura.

Una sensibilità ancora maggiore è legata al tema del trattamento dei tumori, per cui l’avanzamento tecnologico dovrebbe essere costantemente attivo.

È questo il caso dell’ASST Valle Olona, la cui Unità di Radioterapia ha appena acquisito un nuovo acceleratore lineare, il TrueBeam TX v.2.7 (Varian Medical Systems) con nuovi sistemi connessi alla pianificazione dei trattamenti ad alta complessità e con nuovi sistemi per il monitoraggio accurato del posizionamento del paziente durante la fase di trattamento. L’acceleratore TrueBeam, caratterizzato da molteplici funzionalità e prodotto dalla californiana Varian Medical System, ed i sistemi ad esso connessi sono stati presentati all’ultimo congresso internazionale AIRO.

Il nuovo Acceleratore Lineare, in sostituzione di una precedente apparecchiatura ormai obsoleta, è stato acquisito dall’ASST della Valle Olona mediante gara regionale che assicura anche la manutenzione del sistema per altri tre anni successivi al periodo di garanzia. Questa acquisizione è un ulteriore tassello della più ampia riqualificazione della Radioterapia a livello aziendale.

La nuova apparecchiatura, che ha comportato un investimento pari a 2.8 milioni di euro, è in grado di erogare i fasci radianti in modo sincrono con l’atto respiratorio, caratteristica fondamentale per le neoplasie soggette al movimento quali sono quelle del polmone, mammella e dell’addome superiore.

Il TrueBeam si integra perfettamente con le apparecchiature radianti già in dotazione al Reparto, consentendo in più l’attivazione di nuovi trattamenti di tipo radio-stereotassico da realizzarsi nell’arco di una o poche sedute anziché protrarsi per diverse settimane. Per tale tipologia di trattamento sono in fase di acquisizione nuovi sistemi di immobilizzazione del paziente.

L’acceleratore lineare è un apparecchio per trattamenti radioterapici che produce fasci di elettroni e di fotoni che, opportunamente collimati, vengono fatti incidere sul volume bersaglio costituito dalla massa tumorale. Trattamenti ad alta precisione facilitano l’integrazione di radioterapia e terapia sistemica (chemioterapia e immunoterapia).

Per questo è importante l’approccio multidisciplinare che si svolge in azienda tra le diverse figure professionali coinvolte.

Cos’è e a cosa serve l’acceleratore lineare

L’acceleratore lineare per Radioterapia, o LINAC (LINear ACcelerator), è uno strumento d’avanguardia che, grazie alla accelerazione di un fascio di particelle cariche, è in grado di produrre fasci di radiazione ad alta energia. Questi fasci vanno a colpire il tessuto dove il processo neoplastico è in atto e inibiscono la capacità delle cellule tumorali di crescere e di riprodursi. L’apparecchiatura è contenuta in un apposito bunker, ampio e dotato di vari sistemi per garantire la sicurezza degli operatori e del paziente. La completano i seguenti elementi:

  • lettino per il posizionamento del paziente
  • sistema di laser per la corretta centratura
  • sistema di imaging per ottenere la massima precisione e riproducibilità del trattamento
  • sistema di monitoraggio del paziente tramite sistemi a luce strutturata violetta di ultima generazione per il monitoraggio degli atti respiratori del paziente
  • sistema di Tumor Tracking nei trattamenti della prostata.

Dotato dei più sofisticati sistemi di collimazione del fascio, imaging on board con sistema di gestione remotizzato, completamente automatico per il riposizionamento real time del paziente in tempi molto ridotti, il TrueBeam consente di conformare i fasci di radiazione alla geometria del volume bersaglio (la zona di tessuto interessata dal tumore) e favorisce la modulazione del fascio durante i trattamenti a intensità modulata. Inoltre, la possibilità di disporre sia di fasci standard che di fasci Flattening Filter Free (FFF) permette di aumentare notevolmente il dose rate e quindi di ridurre notevolmente i tempi di trattamenti ad alta dose per singola frazione.

Con la tecnologia di imaging si ottengono anche immagini ortogonali KV ad alta definizione e soprattutto immagini TC Cone Beam, che è possibile registrare in tempo reale con la TC di centratura: è quindi possibile procedere automaticamente all’eventuale correzione del posizionamento del paziente, grazie al nuovo lettino Perfect Pitch a sei gradi di libertà di movimento. La pianificazione stessa è eseguita tramite i sistemi di pianificazione del trattamento all’avanguardia, grazie ai quali si possono erogare le distribuzioni di dose ottimali per ogni singolo paziente.

A quali patologie porta i maggiori benefici

Il nuovo LINAC TrueBeam è utilizzabile in qualsiasi tipo di trattamento, ma alcune patologie ne beneficiano in modo particolare. In primo luogo, quelle che vengono trattate con tecniche a intensità modulata (VMAT, Volumetric Modulated Arc Therapy) e di Stereotassi Body: l’acceleratore lineare di ultima generazione potenzia queste tecniche, dando come risultato una maggiore efficacia sulla malattia e una minore comorbidità per i tessuti sani limitrofi. Fra queste patologie, vi sono:

  • neoplasie della mammella
  • neoplasie prostatiche
  • neoplasie del distretto testa-collo
  • neoplasie polmonari, primitive e secondarie
  • neoplasie ginecologiche
  • neoplasie addominali e pelviche
  • metastasi ossee e tessuti molli

Al servizio del paziente: i vantaggi del nuovo LINAC

Il progresso tecnologico e le competenze di chi gestisce le strumentazioni hanno consentito lo sviluppo di tecniche di irradiazione sempre più precise e selettive. Tra queste, la VMAT (Volumetric Modulated Arc Therapy) e la IGRT (Image Guided RadioTherapy) che, combinate fra loro, permettono di concentrare il trattamento con dosi di radiazione più elevate e quindi più efficaci solo sulle cellule interessate del volume bersaglio, risparmiando il più possibile i tessuti sani limitrofi. All’alta qualità del trattamento non corrisponde una maggiore invasività, al contrario: la rapidissima acquisizione delle immagini CBCT agevola il comfort del paziente durante la seduta.
Sono diversi i vantaggi concreti per il paziente:

  • riduzione dei tempi di radioterapia, sia per singola seduta che per numero di sedute totali
  • non invasività della procedura, con un conseguente minore stress per il paziente e per la sua condizione psicofisica generale
  • maggiori possibilità di controllo della patologia
  • maggior risparmio dei tessuti sani circostanti e quindi minori effetti collaterali, con un notevole miglioramento della qualità di vita sia a breve che a lungo termine

L’innovazione e il futuro prossimo: un approccio multidisciplinare

Presso il centro di Radioterapia dell’ASST la tecnologia di ultima generazione si integra con la strumentazione già presente, per ottenere il miglior trattamento possibile. Restano infatti basilari i contributi di tecniche diagnostiche multimodali quali tomografia computerizzata, risonanza magnetica e tomografia a emissione di positroni (anche queste in fase di sostituzione in azienda per aggiornamento tecnologico). L’approccio al trattamento viene improntato su una filosofia che vede sempre il paziente al centro dell’analisi, con le sue personali caratteristiche ed esigenze. In particolare l’imaging multi-modale è essenziale per una miglior definizione del volume bersaglio e della relativa dose di prescrizione.

La peculiarità della nuova macchina è la precisione dei trattamenti che si traduce in maggiore efficacia e minore tossicità, grazie a diversi sistemi di imaging e di monitoraggio del posizionamento e dell’anatomia del paziente. Possiamo sviluppare l’impiego di trattamenti radianti “adattati” ai cambiamenti anatomici e funzionali che nel corso della terapia stessa possono realizzarsi sia nel paziente che nel tumore, rendendo così l’approccio terapeutico realmente individualizzato.

La nuova macchina è, infatti, dotata di un lettino robotizzato che garantisce un’altissima precisione del trattamento radiostereotassico anche sulle metastasi cerebrali multiple. Essa, inoltre, consente di eseguire anche trattamenti in respiro trattenuto (breath hold), oppure a respiro libero, il cosiddetto “gating” che prevede l’irradiazione del volume bersaglio sincronizzata con una prestabilita fase respiratoria in cui il tumore presenta una ridotta mobilità. Il sistema consente così di ottimizzare il trattamento dei tumori del polmone, fegato, pancreas e seno, limitando le radiazioni agli organi sani circostanti allo stretto necessario. Questo tipo di trattamento, ad esempio, è molto utile nella radioterapia della mammella perché riduce i possibili effetti negativi al cuore. La nuova apparecchiatura permette alla luce di quanto presentato sopra un salto di qualità nella radioterapia del tumore del polmone, della prostata e del seno.

Grazie alla professionalità e alla competenza acquisita da medici e tecnici della Radioterapia e da fisici e tecnici della Fisica Sanitaria, i nuovi dispositivi ci consentono di erogare dosi più elevate su volumi più circoscritti e limitati risparmiando al meglio i tessuti sani circostanti. Questo richiede un continuo aggiornamento del team oncologico ed un costante ed assiduo impegno per l’effettuazione di periodici controlli secondo programmi di garanzia della qualità nazionali ed internazionali, come del resto indicati dall’ultima normativa nazionale Dlg.101/2020.

Il progetto che si vuole realizzare e che coinvolge tutto il team oncologico ha l’obiettivo di studiare ed erogare piani di terapia complessi, sempre più richiesti come conseguenza di un aumento di sopravvivenza che richiede trattamenti radioterapici efficaci e mirati anche in pazienti con una malattia metastatica.

Solo grazie all’aggiornamento tecnologico e all’adeguamento delle risorse umane dedicate è possibile anche per un ospedale “pubblico” offrire una risposta all’avanguardia sui processi di cura del tumore.