Programmi di screening


In Italia la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori rientrano tra le prestazioni essenziali che devono essere garantite a tutti i cittadini. Tra le principali attività di prevenzione vi sono i programmi di screening gratuiti che consistono nell’invitare gruppi di popolazione in fascia di età a maggior rischio di contrarre il cancro a sottoporsi a esami di prevenzione e di diagnosi precoce. Gli screening, quindi, permettono di individuare il tumore in fase iniziale, prima che si manifestino i sintomi, anticipando la diagnosi e intervenendo con maggiori probabilità di guarigione.

Il Servizio sanitario nazionale propone programmi di screening per la prevenzione dei tumori femminili del seno e collo dell’utero. Inoltre è garantito per tutti lo screening per il tumore del colon-retto.

Lo screening non è un solo test. È un percorso: organizza ciclicamente i test per le persone sane. Nel corso dei vari cicli trova le persone a rischio, e le accompagna fino a diagnosi e trattamento.

ATS Insubria propone tre tipi di screening:

  • per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero
  • per la diagnosi precoce dei tumori della mammella
  • per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del colon-retto

Da quando sono stati attivati i programmi di screening, questi tumori e le loro forme più aggressive sono meno frequenti e causano meno morti. Più persone partecipano ai programmi di screening, più sono grandi questi vantaggi.

ATS Insubria spedisce a casa per posta le lettere di invito per i test di screening. Se sei in età da screening e non hai ricevuto l’invito,  contatta il Centro Screening di ATS Insubria via mail – centroscreening.varese@ats-insubria.it  – per ricevere l’invito. Gli esami di screening sono gratuiti e non richiedono l’impegnativa del medico curante. Porta con te la tessera sanitaria e la lettera di invito.


I test per lo screening per il tumore del collo dell’utero sono il Pap-test ed il test per la ricerca del DNA del Papilloma virus – HPV-DNA test.

In Italia, attualmente, il carcinoma della cervice uterina rappresenta il quinto tumore per frequenza nelle donne sotto i 50 anni e complessivamente l’1,3% di tutti quelli diagnosticati.

Il tumore è causato da un’infezione da papilloma virus umano (HPV), che si trasmette per via sessuale ed è molto frequente soprattutto nei giovani. La maggior parte delle infezioni regredisce spontaneamente, quando invece l’infezione persiste nel tempo si formano lesioni nel tessuto del collo dell’utero che possono evolvere in cancro.

Le donne tra i 25 ed i 29 anni vengono invitate ad eseguire un Pap test ogni tre anni, le donne fra i 30 e i 64 anni vengono invitate ad eseguire un test HPV ogni cinque anni. L’invito ad aderire al programma sarà esteso progressivamente a tutte le donne del target nei prossimi anni.


Il carcinoma colon rettale é un tumore che colpisce l’ultima parte dell’intestino. In Italia è al secondo posto come frequenza (13%) e mortalità (11%), tra le malattie tumorali che colpiscono la popolazione. La sopravvivenza è in aumento e l’incidenza, cioè le nuove diagnosi annuali, dopo un picco nel 2007 tende a calare anche grazie ai programmi di screening che intercettano le lesioni pre-cancerose (adenomi).

La finalità del programma di screening colon rettale è quindi di diminuire l’incidenza e la mortalità per questo tumore, oltre che aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita delle persone che ne sono affette.

Lo screening del carcinoma colon rettale si attua tramite la ricerca nelle feci del sangue occulto (non visibile ad occhio nudo), la cui presenza è meritevole di approfondimento diagnostico, di norma attraverso una colonscopia. Donne e uomini tra i 50 ed i 74 anni vengono invitati ad eseguire un test per la ricerca del sangue occulto nelle feci ogni due anni.


In Italia, il tumore alla mammella rappresenta quasi un terzo di tutte le diagnosi tumorali che colpiscono le donne, essendo la forma più frequente. L’incidenza, ovvero le nuove diagnosi annuali, da diversi anni è stabile, mentre la mortalità mostra, dalla fine degli anni ’90 ad oggi, una moderata ma continua tendenza alla diminuzione, attribuibile sia alla diagnosi precoce che al miglioramento delle cure.

La finalità del programma di screening mammografico è di diminuire la mortalità per questo tumore, oltre che aumentare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita delle persone che ne sono affette.

Consiste in una mammografia offerta alle donne tra i 50 e i 74 anni che non presentano sintomi di malattia ma che
per l’età sono considerate a maggior rischio di sviluppare il tumore; va ripetuto ogni due anni perché è l’intervallo di tempo considerato più sicuro per proteggersi adeguatamente.


Dove trovare il servizio: