L’iperplasia prostatica benigna

Intervista al dott. Carlo Buizza, Responsabile delle Struttura Complessa di Urologia – Presidio di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno.


Redazione Web: Che cos’è l’iperplasia prostatica benigna?

Carlo Buizza: è l’ingrossamento volumetrico della ghiandola prostatica che avviene con il passare degli anni e può portare per compressione dell’uretra prostatica e del collo vescicale all’ostruzione dello svuotamento della vescica.

RW: Quali sono le cause più comuni? E’ possibile prevenirla?

Carlo Buizza: è il risultato degli squilibri ormonali di androgeni ed estrogeni che avvengono dopo i 50 anni e che rappresentano i fattori stimolanti e inibenti la crescita prostatica. Non è possibile prevenirla perché “scritta” nel nostro codice genetico individuale.

RW: Quali sono i sintomi dell’iperplasia prostatica benigna?

Carlo Buizza: i sintomi più frequenti sono l’aumentata frequenza urinaria diurna e notturna, l’urgenza minzionale, il rallentamento della forza del getto urinario sino alla ritenzione acuta o cronica di urina.

RW: Come viene fatta la diagnosi e quali sono i rimedi?

Carlo Buizza: la diagnosi viene fatta con una attenta anamnesi (cioè l’interrogatorio del paziente), l’esplorazione rettale, l’ecografia dell’apparato urinario completo, la flussometria, l’ecografia trans rettale.

La terapia può essere medica con farmaci alfa-litici e inibitori della 5-alfa-reduttasi o endoscopica mininvasiva (presso il nostro centro da anni non viene più praticato l’intervento con taglio su qualunque volume prostatico).

La tecnica più valida è la resezione endoscopica transuretrale (TURP) che può essere eseguita utilizzando fonti di energia mono o bipolare oppure fonti di energia laser Tullio o Olmio.