Come alimentarsi durante la chemioterapia.

Intervista al Dott. Salvatore Artale, Responsabile della Struttura Complessa Oncologia del Presidio Ospedaliero di Gallarate e di Busto Arsizio


Redazione Web: Oggi è la giornata mondiale dell’alimentazione, volevamo chiederle come deve alimentarsi una persona che si sta curando con la chemioterapia?

Salvatore Artale: Prima di tutto desidero sottolineare che quando si parla di alimentazione in oncologia,  si fa riferimento al concetto di prevenzione primaria. L’ American Institute for Cancer Research ha stimato che, con una corretta alimentazione, si sarebbe in grado di prevenire dal 30 al 50% di morti per tumore. Inoltre, una corretta alimentazione può aiutare a prevenire alcuni effetti collaterali in corso di terapia medica oncologica.

Noi consigliamo ai nostri pazienti di attenersi alle 10 raccomandazioni del WCRF (Fondo Mondiale della Ricerca) che riguardano non solo la popolazione sana, ma anche chi si è già ammalato. Per riassumere, consigliamo di adottare un regime alimentare ricco di cereali integrali, verdure non amidacee, frutta e legumi, evitare le carni processate e ridurre le carni rosse. Inoltre, limitare il consumo di zuccheri e cereali raffinati e cibi ricchi di grassi (fast-food). Consigliamo di  svolgere, ove possibile, una costante e moderata attività fisica. Nella vita di tutti i giorni, consiglio di fare riferimento alla dieta mediterranea 4.0, patrimonio dell’umanità e in linea con le raccomandazioni sopra citate del WCRF.

RW: Ci sono degli alimenti più indicati? E al contrario altri che è meglio evitare?

Salvatore Artale: Bisogna fare una distinzione tra una dieta salutare in soggetti sani e una dieta in corso di chemioterapia o altre terapie mediche. L’oncologo e il nutrizionista che prendono in carico il paziente oncologico devono tenere in considerazione, prima di consigliare qualunque tipo di dieta, la sede del tumore interessata e i potenziali effetti collaterali attesi dalla terapia medica oncologica. In caso di tumore del pancreas, ad esempio, il paziente presenterà disturbi di malassorbimento intestinale dovuti all’insufficienza pancreatica e la dieta da somministrare dovrà tenerne conto. Non dimentichiamo, inoltre, che tutti i pazienti oncologici devono essere screenati alla diagnosi per il loro stato nutrizionale che potrebbe nascondere un rischio di malnutrizione. In quest’ultimo caso, potrebbe rendersi necessaria una nutrizione artificiale, parenterale o enterale, di supporto.

Nella nostra Unità di Oncologia vi è un progetto di ricerca aperto (Studio HEAT) che prevede lo screening di tutti i pazienti con tumore del colon, candidati ad una terapia potenzialmente diarrogenica.  A questi pazienti, viene consigliata una dieta con bassa quantità di zuccheri, pasti piccoli e frequenti, evitando bevande gassate contenenti zuccheri, cibi contenti lattosio per il potenziale effetto irritativo sui villi intestinali e per il fatto che, circa il 40% della popolazione nazionale, ne risulta intollerante. I dati preliminari dello studio sono promettenti, avendo ottenuto solo il 5% di diarrea severa.

RW: Esistono delle fake news anche in questo campo che è meglio sfatare?

Salvatore Artale: Esistono comportamenti e consigli alimentari suggeriti, spesso anche da nutrizionisti, non supportati dai dati della letteratura. Uno tra questi,  la dieta mima-digiuno che, pur avendo un forte razionale scientifico sulla prevenzione di alcune malattie metaboliche, non ha ancora  prodotto risultati in oncologia che possano suggerire una modifica del comportamento alimentare dei pazienti.

Spesso viene demonizzato anche il consumo del latte e dei latticini, ma anche in questo caso non bisogna assumere un atteggiamento assolutista. Basti pensare che diversi studi hanno dimostrato l’effetto protettivo del consumo di latticini nei confronti dei tumori del colon, riducendone l’incidenza fino al 19%.

RW: Ha qualche altro consiglio da dare?

Salvatore Artale: Consiglio ai nostri pazienti di rivolgersi a centri che già sono abituati a trattare l’argomento e che hanno esperienza di nutrizione in ambito oncologico, evitando nutrizionisti che si spacciano per “santi guaritori”.

Mi permetto un suggerimento ai nostri pazienti, quello di visitare il nostro sito web www.oncologiaecucina.org dedicato a programmi nutrizionali per la prevenzione degli effetti collaterali prodotti dalle terapie mediche oncologiche, da me diretto, ma per il quale lavorano con una grande dedizione nutrizionisti, genetisti e chef che hanno con me sposato la causa dello stile di vita corretto in cucina a supporto delle cure dei pazienti oncologici.